Rassegna di Notizie Oculari – Luglio, Settimana 3

Rassegna di Notizie Oculari – Luglio, Settimana 3

1: Regressione della Neovascolarizzazione nella Retinopatia Diabetica Ottenuta tramite Anti-VEGF/Fotocoagulazione Panretinica

Un recente studio PROTEUS guidato da Matt R. Starr, MD e Sophie J. Bakri, MD riporta progressi nel trattamento della retinopatia diabetica – regressione della neovascolarizzazione nella retinopatia diabetica con l’aiuto di anti-VEGF/fotocoagulazione panretinica.

Lo studio mirava a valutare i risultati della PRP (Fotocoagulazione Panretinica) insieme a ranibizumab intravitreo rispetto alla PRP come trattamento singolo per pazienti affetti da retinopatia diabetica proliferativa ad alto rischio.

Sono stati arruolati 77 pazienti, tutti affetti da diabete mellito di tipo 1 o tipo 2 da aprile 2014 a maggio 2016, e seguiti per almeno un anno.

Principalmente, in questo studio è stata valutata la regressione della neovascolarizzazione (dall’inizio fino al 12° mese), mentre gli esiti secondari includevano variazioni dell’acuità visiva, recidiva della neovascolarizzazione, tempo necessario per la regressione, variazioni dello spessore retinico, nonché la necessità di vitrectomia e complicazioni.

I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi. Il primo gruppo è stato assegnato casualmente al trattamento con PRP più ranibizumab (coorte di studio), mentre il secondo gruppo ha ricevuto solo PRP (coorte di controllo).

La valutazione di base ai mesi 3, 7 e 12 ha rivelato che il numero di pazienti con regressione della neovascolarizzazione e aree più piccole di neovascolarizzazione era significativamente maggiore nella coorte combinata, con tempi significativamente più rapidi nel raggiungere questa regressione.

Analogamente, i pazienti che hanno ricevuto la terapia combinata hanno mostrato retine significativamente più sottili al 3° e 7° mese, necessitando di trattamenti significativamente inferiori per l’edema maculare diabetico.

In conclusione, questo studio ha messo in evidenza il ruolo degli agenti anti-VEGF insieme alla PRP nella riduzione di aree più ampie di neovascolarizzazione. Infatti, ciò può anche essere utile nel combattere complicazioni visivamente minacciose, tra cui distacchi retinici da trazione e emorragie vitreali, eventi comuni nelle persone con retinopatia diabetica proliferativa ad alto rischio.

Ulteriori dettagli su questo studio sono disponibili su Medscape.

2: Progressi Significativi nello Sviluppo di Colliri per il Trattamento della Degenerazione Maculare Legata all’Età (AMD)

Gli scienziati dell’Università di Birmingham affermano di aver fatto progressi significativi nello sviluppo di colliri capaci di trattare la degenerazione maculare legata all’età (AMD), che potrebbe rivoluzionare completamente lo scenario, poiché l’AMD è una delle principali cause di problemi oculari negli Stati Uniti, prevista colpire 3 milioni di cittadini statunitensi entro il 2020.

Gli attuali trattamenti per l’AMD prevedono iniezioni nell’occhio, da somministrare solo da professionisti medici qualificati. Tuttavia, un team guidato dalla Dr.ssa Felicity de Cogan, ricercatrice senior presso l’Istituto di Microbiologia e Infezione dell’Università di Birmingham, sta sviluppando un metodo per somministrare i farmaci desiderati sotto forma di colliri anziché iniezioni agli occhi dei pazienti con AMD.

Secondo i dettagli pubblicati su “Investigative Ophthalmology & Visual Science (IOVS)” lo scorso anno, gli effetti terapeutici di questi colliri sono simili a quelli ottenuti con l’iniezione di farmaci negli occhi dei ratti.

La ricerca ha fatto un ulteriore passo avanti ora, valutando gli effetti di questi colliri sugli occhi di maiali e conigli, più simili agli occhi umani, come riportato nella stessa rivista, IOVS. I ricercatori rivelano di aver utilizzato un peptide capace di penetrare nelle cellule per trasportare il farmaco alla retina.

Attualmente, la ricerca è condotta in collaborazione con “Macregen”, un’azienda statunitense, e insieme stanno lavorando per sviluppare una gamma di terapie per il trattamento dell’AMD e di altre malattie oculari.

Il successo di questa iniziativa aprirà possibilità impensabili di facilità, comodità ed efficacia nel trattamento dell’AMD e di altre malattie oculari, trasformando la somministrazione del farmaco per queste malattie in un’attività quotidiana anziché in un compito specializzato di un professionista.

Per saperne di più su questa ricerca rivoluzionaria, visitare ScienceDaily.

3: La Chirurgia Oculare si è Semplificata – Grazie all’OVD Fluorescente

La gestione degli interventi chirurgici oculari è diventata significativamente più semplice, grazie all’idea di aggiungere una piccola quantità di fluoresceina senza sacrificare la trasparenza, rendendo visibile l’OVD nella fase di rimozione.

Secondo una notizia riportata su “Healio”, la chirurgia della cataratta può diventare più sicura e facile grazie a un OVD (dispositivo oftalmico viscosurgico) recentemente sviluppato, leggermente colorato ma trasparente. Questo assicura che tutti i residui della sostanza vengano rimossi al termine della procedura.

Alain Telandro, MD, ha condiviso con ‘Ocular Surgery News’ che è imperativo rimuovere tutti i residui, ma raggiungere questo obiettivo non è facile con gli OVD trasparenti convenzionali attualmente in uso.

La concentrazione di fluoresceina utilizzata nell’angiografia endovenosa varia normalmente tra il 10% e il 25%, mentre in questo OVD fluorescente è solo dello 0,005% – praticamente trascurabile. Poiché tutte le molecole fluorescenti sono strettamente contenute nell’OVD, nessuna rimane come residuo dopo.

Secondo Telandro, nessuno dei pazienti trattati con OVD fluorescenti ha riportato effetti collaterali significativi finora. Inoltre, gli occhi trattati con OVD fluorescenti mostrano un aumento significativamente minore della pressione intraoculare, nonché minore infiammazione ed edema.

Ulteriori informazioni su questo interessante sviluppo sono disponibili su Healio.

4: Un Nuovo Trattamento Promettente per l’Atrofia Geografica

Una recente notizia su “Medscape” ha riportato buone notizie per i pazienti con Atrofia Geografica – un trattamento sperimentale che coinvolge APL-2, un peptide ciclico sintetico, ha rallentato significativamente l’atrofia geografica nei pazienti con AMD. Questo progresso è stato osservato nello studio FILLY (NCT02503332), parte dei più grandi trial di fase 2 sull’atrofia geografica ad oggi.

In effetti, i ricercatori sono così motivati dai risultati positivi del trial che stanno pianificando studi di fase 3 sia a livello locale che globale, come rivelato da Nathan Steinle, MD, associato ai California Retina Consultants di San Luis Obispo. Questo trattamento sperimentale ha coinvolto un inibitore intravitreo del complemento C3.

Gli inibitori del VEGF (Fattore di Crescita Endoteliale Vascolare) sono già noti per migliorare significativamente l’AMD umida (nota anche come AMD neovascolare), ma finora non esiste un farmaco valido che possa trattare o rallentare l’AMD secca in fase avanzata o l’atrofia geografica, come riportato da Steinle durante l’American Society of Retina Specialists (ASRS) 2018 Annual Meeting.

Gli studi di fase 3 aiuteranno a comprendere meglio l’importanza di APL-2, avvicinandosi allo sviluppo di un trattamento affidabile per l’atrofia geografica.

Per saperne di più sull’intera storia, visitare Medscape.