1: Com’è possibile – Una donna cieca che riesce a vedere il movimento?
No, non è una scena di un film di fantascienza; è reale, indipendentemente da quanto possa sembrare incredibile. Una donna scozzese ha subito un ictus che ha danneggiato i centri di elaborazione visiva del suo cervello, lasciandola cieca. Tuttavia, nonostante la cecità, è stata in grado di vedere oggetti in movimento, come riportato da un team di neuroscienziati dell’Università di Western Ontario.
Questo raro evento ha spinto Jody Culham dell’Università di Western Ontario e i suoi colleghi neuroscienziati a condurre l’analisi e la mappatura cerebrale più estese mai realizzate su una persona cieca, nel tentativo di comprendere i fattori che contribuiscono a questo fenomeno insolito in Milena Canning, una donna scozzese di 48 anni.
Un’infezione respiratoria seguita da una serie di ictus ha portato Canning a perdere la vista 18 anni fa. Si è risvegliata cieca dopo 8 settimane di coma, ma con sua sorpresa è riuscita a scorgere un bagliore simile a una borsa regalo scintillante, come una luce verde lampeggiante.
Questo era solo l’inizio. Sporadicamente, riusciva a vedere anche altri oggetti, ma solo quando erano in movimento; per esempio, intravedere la coda di cavallo oscillante di sua figlia mentre camminava (ma non il suo volto), le gocce di pioggia che scorrevano su una finestra, ma mai la vasca piena d’acqua, e così via.
In breve, ulteriori approfondimenti del team di Culham, inclusa la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per l’esame in tempo reale della struttura e funzione cerebrale di Canning, hanno indicato un raro fenomeno, la sindrome di Riddoch, che permette a una persona cieca di vedere consapevolmente un oggetto in movimento piuttosto che uno fermo.
Per soddisfare la vostra curiosità, visitate ScienceDaily per saperne di più su questa affascinante storia.
2: Grazie a un nuovo test per il glaucoma – Il trattamento può iniziare prima che inizi il deterioramento della vista
Circa 60 milioni di persone in tutto il mondo soffrono di glaucoma, una condizione causata dalla morte delle cellule retiniche che rivestono la parte posteriore dell’occhio.
Un nuovo test promette di rivoluzionare l’intero scenario relativo al glaucoma e alla perdita della vista dovuta a questa malattia oculare debilitante. Oltre alla diagnosi precoce del glaucoma, questo test potrebbe potenzialmente aiutare a diagnosticare anche alcune altre condizioni neurologiche degenerative, come la sclerosi multipla, l’Alzheimer e il Parkinson.
Gli esperti chiamano questa nuova tecnica ‘DARC’ (Detection of Apoptosing Retinal Cells), che si basa su un marcatore fluorescente speciale capace di legarsi alle proteine cellulari dopo essere stato iniettato nei pazienti. Questo fa apparire le cellule malate come macchie fluorescenti bianche durante un esame oculare, riflettendo la presenza del glaucoma in una persona.
Questo nuovo test è stato sviluppato sotto la supervisione della Professoressa Francesca Cordeiro, associata all’Istituto di Oftalmologia dell’University College London. Secondo lei, è la prima volta che i ricercatori sono riusciti a monitorare la morte di singole cellule, rilevando i sintomi del glaucoma molto prima che il deterioramento della vista si manifesti realmente.
Questa storia è trattata in dettaglio da Jon von Radowitz su INDEPENDENT, se siete interessati a ulteriori dettagli.
3: Rigenerazione spontanea delle cellule immunitarie della retina – Un interessante sviluppo per rallentare la progressione di malattie retiniche come AMD e RP
In uno studio recente, i ricercatori hanno registrato la completa ripopolazione delle cellule immunitarie presenti nella retina dei topi, i microglia, dopo che erano state quasi totalmente eliminate.
Questo nuovo studio condotto dai ricercatori del National Eye Institute (NEI) ha un enorme potenziale nel far progredire le terapie per controllare l’infiammazione retinica e rallentare la progressione di malattie retiniche come la RP (Retinite Pigmentosa) e l’AMD (Degenerazione Maculare Legata all’Età), attualmente la causa più comune di cecità nella popolazione americana sopra i 50 anni.
Non solo i microglia si sono rigenerati spontaneamente dopo essere stati quasi completamente eliminati, ma è stato anche osservato che le cellule sono riuscite a ristabilire con successo la funzione e l’organizzazione normali all’interno della retina dei topi.
Il principale investigatore dello studio, Wai T Wong, medico e ricercatore Ph.D. senior che guida la Sezione di Interazione Neurone-Glia nelle Malattie Retiniche del NEI, ha rivelato che hanno condotto la ricerca per comprendere meglio i modi di controllare il sistema immunitario nella retina, data la sua importanza nello sviluppo di trattamenti contemporanei per una serie di condizioni oculari come RP, AMD e altri tipi di lesioni retiniche.
Studi precedenti avevano già dimostrato che l’inibizione o la rimozione dei microglia in AMD, RP e altre malattie retiniche degenerative può significare la conservazione dei fotorecettori, rallentando così la perdita della vista. Tuttavia, per supportare i neuroni della retina, il ritorno dei microglia è ancora considerato il fattore più influente.
Questi nuovi risultati aiuteranno sicuramente i ricercatori a progredire nella lotta contro la perdita della vista dovuta a malattie retiniche degenerative come AMD e RP.
4: Identificazione di 161 fattori genetici per la miopia
Un recente studio, presumibilmente il più grande studio genetico finora sulla miopia, pubblicato su ‘Nature Genetics’, afferma di aver identificato 161 fattori genetici inesplorati per la miopia. È stato pubblicato da CREAM (The International Consortium for Refractive Error and Myopia).
Questi 161 fattori genetici recentemente identificati per la miopia aumentano di quasi quattro volte il numero di fattori noti in precedenza, la maggior parte dei quali coinvolti nell’elaborazione della luce nella retina. Ciò supporta anche la precedente ipotesi che l’insufficiente esposizione alla luce solare abbia un ruolo significativo nello sviluppo della miopia.
La miopia, o visione corta, come è conosciuta altrimenti, è una delle malattie oculari più comuni che colpiscono la vista di milioni di persone nel mondo e, purtroppo, è in aumento.
Pertanto, ulteriori studi come questo sono fondamentali per contenere tali disturbi oculari che possono portare milioni di persone alla perdita totale della vista.
Per maggiori informazioni sulla storia, visitate ScienceDaily.
5: Eliminazione del tracoma, principale causa mondiale di cecità – Il Messico merita applausi
Katie Forster di ‘INDEPENDENT’ ci racconta questa storia, un vero traguardo per il Messico, che è diventato il primo paese delle Americhe a eliminare completamente il tracoma. Si tratta di una grave malattia infettiva oculare ritenuta responsabile di cecità o perdita della vista in circa 1,9 milioni di persone nel mondo.
È ancora considerata una seria preoccupazione per la salute pubblica in 41 nazioni economicamente svantaggiate, tra cui Colombia, Guatemala e Brasile.
Questa malattia oculare è nota per danneggiare la superficie interna delle palpebre, rendendole ruvide e causando problemi alla vista delle persone colpite.
Il successo del Messico nella lotta contro questa malattia rappresenta una pietra miliare importante nel combattere i problemi di salute oculare a livello mondiale, un grande stimolo per altri paesi a seguire il suo esempio.
INDEPENDENT offre maggiori dettagli su questa straordinaria vittoria.